Il Monaco Shaolin
Energia e benessere, ecco lo Shaolin
Due minuti per “caricarsi” in piena concentrazione; un minuto per eseguire le varie fasi di una forma che può essere delicata quanto esplosiva. Uno sforzo fisico più vicino, con un poco ortodosso paragone atletico, al mezzofondo che non allo scatto breve. Che cresce con l’uso delle armi o con l’esecuzione di esercizi più complessi.
Da ragazzo Shi Xing Hong era chiamato “la macchina”: ora ha 37 anni questo Monaco Guerriero, diventato famoso per le sue esecuzioni veloci e precise di Shaolin Kung Fu e per averlo esportato e diffuso nel mondo occidentale. E’ giunto a Mestre per un seminario dell’arte marziale cinese e non è la prima volta. E’ iniziato nel 2004 il suo rapporto diretto, “da maestro a discepolo” con Giuliano Zampese, disegnatore grafico di Malcontenta folgorato dal carisma del Maestro. E da allora, con la moglie Ines, vera anima della Shaolin Wushu Venezia, l’associazione che permette la pratica in Terraferma presso la palestra di Via Virgilio.
Lo shaolin kung fu è arte marziale completa, praticata sia a mani nude che con le armi. Nel primo caso comprende decine di stili imitativi: leopardo, serpente, scimmia, drago o rana, la specialità di Du Junmin, il 22enne monaco che da tre anni insegna a Mestre. E’ il bastone invece l’arma classica dello shaolin, utilizzabile solo dal terzo al nono grado della scala di progressione, diversa dai vari tipi di cinture di vario colore tipiche delle arti marziali giapponesi. Armi lunghe come lance ed alabarde, corte come la sciabola o la spada uncinata, snodate come le catene, fino alla spada dritta considerata l’arma dei generali, la più ambita dunque.
Si formano combattenti potenzialmente letali, capaci di tenere testa contemporaneamente a più nemici: in Ungheria reparti speciali delle forze armate studiano con continuità queste tecniche. Un’arte che ha alle spalle 1500 anni di storia, iniziata quando la lotta era la base della sopravvivenza. Eppure l’essenza vera dello shaolin è il praticarlo per stare bene con se stessi e gli altri. Metabolizzando lezione dopo lezione le tecniche di rottura basate sul controllo dell’energia interiore, presente in ognuno di noi secondo i dettami della cultura cinese. Con il movimento e la respirazione viene insegnato come convogliare l’energia in un punto desiderato. Sta qui il segreto della grande agilità degli Shi-Fu (i maestri), capaci di balzi felini come di dimostrazioni di potenza concentrata quale sbriciolare con un colpo solo a mani nude interi blocchi di marmo.
Dieci scuole Chan Wu in Italia, un movimento in crescita che punta a portare a Venezia nel 2011 il Campionato Italiano della specialità.
Stefano Pittarello


