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Dalla torta al lancio del flying disc

Connecticut, anni ’30, la ditta dolciaria Frisbee Pie Company rifornisce le mense universitarie di torte e di crostate. Dopo i pasti le teglie volano, un gesto giocoso degli studenti che se le lanciano facendole planare nell’aria: una di quelle cose nate per caso che poi il destino sceglierà di premiare. Il frisbee, infatti, è oggi un oggetto molto noto per lo svago estivo, ma non tutti sanno che passarsi un disco e andare a meta è una disciplina sportiva praticata in tutti i cinque continenti e che ha migliaia (diverse decine) di giocatori ufficialmente tesserati presso la Word Flying Disc Federation. È uno sport giovane, il passaggio dalle teglie al “disco volante” vero e proprio avviene solo nel secondo dopoguerra grazie all’americano Walter Morrison, che brevettò quello che allora veniva chiamato Pluto Platter. È verso la fine degli anni ’50 che il frisbee, commercializzato con questo nome dalla Wham-O Manufacturing, che ne acquisì i diritti, conquista il mercato con oltre 200 milioni di pezzi venduti.
Nel giro un decennio negli States già si pratica l’ultimate, uno sport basato sul passaggio, sul lancio e sulla meta. Partite che si giocano su un campo in erba 7 contro 7 in cui scatti, prese, tuffi e il meraviglioso planare del disco costituiscono uno spettacolo che conquista chi lo guarda e entusiasma chi lo pratica.
Frisbee “alla veneziana” – È proprio così che arriva dalle nostre parti, quando Davide, Andrea e Alberto, in vacanza a Rimini, capitano per caso ad un importante torneo di ultimate, il Paganello (definito il Wimbledon del frisbee). Da lì, era il 2003, nasce l’Extradry Ultimate Frisbee Association, ovvero l’associazione sportiva che oggi raccoglie i praticanti di ultimate delle zone di Venezia e di Treviso, la squadra che ironicamente (extradry) porta il nome del prosecco nelle kermesse nazionali ed internazionali. I “frisbettari” nostrani si allenano due volte a settimana a Bonisiolo, nel trevigiano, e periodicamente partecipano a tornei. Non c’è, infatti, un vero campionato scandito domenica per domenica come nel calcio o nel rugby, le squadre si misurano tra loro in competizioni periodiche della durata di uno o più giorni in giro per l’Italia. Il 3 giugno scorso i ragazzi dell’Extradry hanno conquistato il secondo posto nella categoria Open ai Campionati Italiani tenutisi ad Imola, ma scopo del gruppo è soprattutto quello di diffondere la pratica dell’ultimate nel territorio. Per questo da loro la porta è sempre aperta senza limiti d’età e, uomo o donna che siate, potete contattarli e andare al campo a provare. Divertimento e amicizia sono storicamente i motori di questo movimento, “lancia un frisbee a qualcuno, trova un nuovo amico” è stato infatti uno degli slogan storici per pubblicizzare il “disco volante”. Attualmente lo sforzo dei nostri pionieri sembra premiato e, pur tra le mille difficoltà di una piccola realtà sportiva, sono un gruppo consolidato e, soprattutto, possono esibire il loro fiore all’occhiello. Quale? L’invenzione del Redemption, il torneo di ultimate da spiaggia che si gioca a luglio sull’arenile del Lido di Venezia nella settimana del Redentore. La competizione è alla sua seconda edizione e già si sta affermando per il gradimento di pubblico e di partecipanti. Non a caso sono attesi giocatori da tutto il mondo (Australia, Germania, Messico…), 24 squadre per circa 260 giocatori che passeranno un week end in una vera e propria maratona di partite, condite da sole, mare econvivialità. Naturalmente la festosa conclusione è fissata nella notte dei fuochi del Redentore.

Il vero Spirito del Gioco

L’ultimate è divertente e formativo, uno sport senza dubbio in possesso delle carte in regola per affermarsi. La proliferazione dei praticanti in tutta Italia e l’aumento dei tesserati per la Federazione Italiana Flying Disc, testimoniano un interesse che cresce in modo esponenziale. Del resto il gesto liberatorio del lancio e della corsa sul prato trovano nell’ultimate una espressione eccellente. Nel gioco sono previsti lanci, tuffi, prese aeree ma non il contatto fisico e le partite sono un esempio di fair play, sconosciuto ad ogni altro sport, persino al rugby. Non ci crederete ma l’ultimate non ha arbitro, i giocatori si gestiscono da soli secondo un codice di correttezza, un cronometrista ha solo l’incarico di fischiare la fine della partita dopo 50’ (si gioca senza interruzioni e si cambia campo ad ogni punto). Prima del rientro negli spogliatoi le due avversarie si uniscono in un cerchio scambiandosi le loro impressioni sulla gara, dopodiché ogni squadra valuta, compilando una scheda, la correttezza dei loro sparring partner. Sulla base di questi parametri in ogni torneo viene premiato il team a cui viene riconosciuto il miglior “Spirito del Gioco”, ovvero rispetto, lealtà e conoscenza delle regole. I ragazzi dell’Extradry hanno portato a casa questo riconoscimento dai recenti campionati italiani di Imola. Incoraggiare e salvaguardare il dna del gioco è il principio di base per ogni giocatore di flying disc nel mondo. D’altra parte “Giocando insieme si impara a vivere insieme” è il motto usato dalla World Flying Disc Federation nel suo statuto.

FRISBEE IN PILLOLE

Il record del mondo di distanza con il lancio del frisbee è di 250 metri.

Per la sua particolare forma il frisbee crea un cuscino d’aria sul quale galleggia durante il volo.

Numerose tesi di laurea in fisica hanno preso in esame il frisbee analizzandone il volo e l’aerodinamica.

Il frisbee oggi è oggetto di diverse discipline sportive che rappresentano molte possibili variabili nell’utilizzo del disco. Ci sono sport individuali e di squadra, i più diffusi in Italia sono il freestyle e l’ultimate.

Il nome Extradry della squadra veneta prende spunto dal prosecco ma è anche un ironico riferimento all’umidità del veneziano. L’associazione, infatti, è espressione degli appassionati di ultimate di Venezia e Treviso.

Il freestyle è un’esibizione per singoli o squadre composte da non più di tre giocatori, in cui ci si sfida a colpi di evoluzioni e virtuosismi col disco. Caratteristica dei freestyler sono le pittoresche unghie finte che utilizzano per agevolare la rotazione del disco.

L’ultimate è una disciplina in cui due squadre si affrontano in un campo in erba di 100×37 metri. Scopo del gioco è segnare punti passando il disco ad un compagno all’interno dell’area di meta avversaria. I giocatori non possono muoversi, se non sul proprio piede perno, mentre sono in possesso del disco e hanno 10’’ per passare il frisbee. Il “beach ultimate” è la variante da spiaggia, si gioca su un campo più piccolo e i giocatori sono cinque anziché sette.
La Federazione di riferimento è la Beach Ultimate Lovers Association (BULA). Per informazioni: www.fifd.it, www.extradry.eu e info@extradry.eu.

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