Cari lettori,
grazie e arrivederci. Vogliamo salutarvi così. Semplicemente senza proclami, senza anatemi, senza promesse o roboanti dichiarazioni.
Abbiamo deciso che l’esperienza di 30disport si conclude qui. Sono stati due anni avventurosi, divertenti, faticosi.
Quando abbiamo iniziato avevamo la voglia di proporre su piazza qualcosa di nuovo, che fosse bello perché fatto da professionisti, interessante perché proposto con voglia di conoscere e comunicare, appassionante perché dedicato allo sport.
La nostra intenzione è stata quella di parlare al tifoso, offrendogli report e agenda delle principali squadre e al curioso, parlando di sport o personaggi di cui non si parla mai. Abbiamo voluto offrire il nostro spazio a tutte le società, anche quelle minuscole, bastava scriverci una mail, darci uno spunto o magari mandare un breve comunicato con qualche foto.
A tutti i lettori abbiamo voluto presentare un grande formato, grandi foto e un giornale tutto a colori.
Questo è quello che è stato offerto agli inserzionisti che ci hanno sostenuto a cui va un grandissimo grazie (a quelli buoni, non ai furbi...).
Abbiamo voluto fare sul serio, anche se il tempo che abbiamo dedicato a 30disport è stato sottratto al lavoro, al tempo libero, alla famiglia.
Il consenso e l’apprezzamento costante dei lettori ci ha sorretto e stimolato.
Ma nel novembre 2009 siamo partiti da soli e, nel dicembre 2011, in fondo siamo ancora soli. Quello di cui avevamo bisogno, anzi, a cui aspiravamo, era creare un’affezione a questo progetto da parte di altri. Speravamo che 30disport diventasse un piccolo patrimonio della città a cui più di qualcuno tenesse. Speravamo che non solo le aziende ci sostenessero, ma anche le grandi squadre, Federazioni varie o Enti sportivi, magari qualche altra Istituzione oltre alla Provincia. Investendo economicamente nel progetto-30disport?
Non solo, sarebbe anche bastato un accenno di collaborazione (giornalistica, logistica, organizzativa...).
Ci siamo sbagliati? Abbiamo fallito? Probabilmente no, comunque non è andata come speravamo, abbiamo incontrato molti amici, ma in fondo a sostenere questo progetto siamo rimasti soli come all’inizio.
Non siamo riusciti a “scaldare la piazza” (commerciale), a scalfire la testardaggine di chi resta ancorato all’idea di coltivare per forza sempre e solo il proprio orto (anche se magari avrebbe le potenzialità di una grande azienda). Non abbiamo avuto padroni, padrini o protettori, non facciamo parte di nessun “giro”, forse è questo il motivo per cui all’inizio qualcuno ci ha guardato di traverso, qualcun’altro ci ha anche messo alla porta (salvo poi fare leva su 30disport a suo uso e consumo) e adesso, come detto, ci troviamo soli come all’inizio.
Allora (forse) è inutile insistere, provare a cercare aiuto e sentirsi dire “ma la crisi...”, “ma noi facciamo così...”, o cercare sponsor con fatica per poi vedersi cannibalizzati da altri cacciatori di affari. A chi giova tutto questo? A noi no. La passione sanguigna non è più sufficiente per far rischiare tempo e denaro. Per questo tiriamo una linea e vi salutiamo. Resta un patrimonio. I migliaia di abbonati tramite www.30disport.it, i quasi 5.000 contatti di Facebook e noi, che in fondo non abbiamo perso la voglia di essere giornalisti, fotografi, curiosi...
Chissà, magari ci incontreremo con qualche nuovo progetto. Intanto grazie a tutti e... arrivederci.
La Redazione |